Ho deciso di mettere alla prova l'AI per organizzare il mio viaggio
Fino a qualche tempo fa, organizzare un viaggio significava aprire decine di schede sul browser, mettere a confronto hotel, controllare gli orari dei treni o dei voli, leggere recensioni, salvare indirizzi su Google Maps e poi ritrovarsi con una lista di cose da fare lunga quanto il viaggio stesso. Poi finalmente è arrivata l’intelligenza artificiale.
E quindi mi sono chiesta: ma l’AI può davvero aiutarmi a organizzare un viaggio oppure è soltanto l’ennesimo strumento che promette di farci risparmiare tempo? Allora ho deciso di provarla. E spoiler: mi ha aiutata molto e quindi ho deciso di raccontarvi la mia esperienza personale.
Da dove sono partita
La prima cosa che ho compreso è che non basta scrivere: “Organizzami un viaggio.” È un po’ come se entrassimo in un'agenzia di viaggio e dicessimo: “Vorrei andare da qualche parte”.
L'intelligenza artificiale ha bisogno di informazioni: sapere quanti giorni vogliamo passare in vacanza, la cifra che vogliamo spendere, se abbiamo preferenze, che tipo ti attività ci piacerebbe fare, con chi viaggiamo.. Insomma, più informazioni si forniscono, più il piano di viaggio con l’AI diventa completo. La parte più utile dell'AI è che si può continuare a modificare la richiesta fino a quando l'itinerario proposto non comincia davvero ad assomigliare al viaggio che avevo in mente.
L'AI mi ha aiutato a creare l'itinerario
La parte che mi incuriosiva di più era l'itinerario di viaggio. Una volta fornite tutte le informazioni principali sul tipo di viaggio che volevo, in pochi secondi mi sono ritrovata davanti una possibile suddivisione delle giornate con lughi da visitare, idee per mangiare, suggerimenti per evitare di concentrare troppe attività nella stessa giornata e persino alternative in caso di pioggia.
A quel punto mi sono resa conto quanto questa cosa fosse utile.
D'altronde, il settore si sta già muovendo in questa direzione: molti strumenti basati sull'intelligenza artificiale vengono utilizzati per creare itinerari personalizzati e combinare preferenze, attività e informazioni di viaggio. Google per esempio, ha introdotto funzioni specifiche per la pianificazione dei viaggi, e nel 2026 ha mostrato come Gemini possa costruire itinerari personalizzati usando informazioni provenienti da Maps, Flights e Hotels.
La parte migliore è che potevo cambiare idea
Questa è probabilmente la caratteristica che mi è piaciuta di più. Durante l'organizzazione di un viaggio può succedere di cambiare idea. Inizialmente volevo vedere tutto. Poi mi sono resa conto che ero in vacanza, e magari non avrei voluto svegliarmi alle 6:30 per visitare un museo. Quindi, ho potuto chiedere all'AI di rallentare il ritmo, poi di eliminare alcune attrazioni, di inserire un pomeriggio libero, di trovare qualcosa di più particolare e poi ancora di ridurre gli spostamenti.
In pratica, l'itinerario è continuamente flessibile. È come una bozza che puoi modificare fino a quando non si è convinti.
Ho chiesto anche di farmi risparmiare
Un'altra domanda che ho fatto è stata: "Come posso organizzare questo viaggio spendendo meno?” E qui l'AI può diventare interessante in quanto ti propone delle soluzioni con le quali possiamo avere la possibilità di risparmiare sul nostro viaggio, come: il periodo migliore per partire, i mezzi di trasporto più economici, le attività gratuite, le zone dove cercare un alloggio.
Ma attenzione, questo non significa che un suggerimento dell'AI equivalga automaticamente ad un prezzo reale disponibile in quel momento. I prezzi dei voli, degli hotel, dei treni e delle attività cambiano continuamente. Per questo motivo, l'AI può essere ottima per orientarsi, ma prima di prenotare, bisogna sempre fare un doppio check delle informazioni sulle fonti ufficiali e sui siti dei fornitori.
E poi c'è la valigia...
Qui, devo dirlo, mi sono divertita. Ho chiesto all'AI di prepararmi una lista per la mia valigia adattata a diversi tipi di viaggio che avevo in mente. Il risultato è stato molto piu utile di quanto mi aspettassi. L'AI è in grado di adattare una packing list al qualsiasi tipo di viaggio.
Stai pianificando un weekend in città ? L'AI ti scriverà una lista.
Una vacanza al mare? Un'altra.
Trekking? Un'altra ancora completamente diversa.
L'intelligenza artificiale può essere utile anche per ricordare documenti, caricabatterie, adattatori, farmaci personali, assicurazione di viaggio e altre cose che tendiamo a dimenticare proprio quando siamo convinti di non aver dimenticato nulla.
Cosa non mi aspettavo?
La vera sorpresa non è stata soltanto quello che l'AI mi ha suggerito. Sono state le domande che mi ha fatto. Ogni volta che richiedevo qualcosa mi venivano fatte delle domande mirate, per esempio se preferivo un viaggio rilassante o pieno di attività , se volessi vedere le attrazioni più famose o scoprire luoghi meno turistici, se preferissi spostarmi molto oppure soggiornare più a lungo nello stesso posto. Domande apparentemente banali, ma necessarie per comprendere non solo dove vuoi andare, ma anche che tipo di viaggio vuoi vivere.
Ma l'AI non è infallibile
Qui bisogna fermarsi un attimo. Per quanto sia utile, l'intelligenza artificiale può commettere errori. Può fornire informazioni non aggiornate, confondere luoghi, proporre attività non più disponibili o creare itinerari che sulla carta sembrano perfetti ma nella realtà sono logisticamente impossibili.
E nel mondo dei viaggi un piccolo errore può trasformarsi in una seccatura. Immaginiamo di arrivare davanti a un museo convinti che sia aperto ma di trovarlo chiuso. Oppure scegliere un ristorante pensando che si trovi a cinque minuti dall'hotel e scoprire che quei cinque minuti in realtà sono 20. Per questo l'AI va utilizzata come assistente di viaggio, non come unica fonte di verità . Non bisogna scegliere tra intelligenza artificiale e ricerca tradizionale, bisogna usare entrambe. Sicuramente l'AI ti fa risparmiare tempo in termini di ricerca ma è sempre necessario verificare tutto prima di prenotare.
In conclusione, chi ha organizzato davvero il mio viaggio?
Io. L'AI ha fatto da assistente di viaggio. Ha messo ordine nelle idee, ha suggerito possibilità , ha velocizzato alcune ricerche e mi ha aiutato a vedere il viaggio da prospettive che non avevo considerato. Ma la scelta finale è rimasta mia. Ed è forse proprio questo il modo migliore di utilizzare la tecnologia quando si parla di viaggi. Lasciare all'intelligenza artificiale la parte più noiosa.
E tenersi per sé quella più bella:
decidere dove andare.